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La fondazione e l'età regiaModifica

La data della fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile dell'anno 753 a.C. (Natale di Roma) dallo storico latino Varrone.

Il mito

Il mito racconta di una fondazione avvenuta ad opera di Romolo, discendente dalla stirpe reale di Alba Longa, che a sua volta discendeva da Ascanio o Iulo, figlio di Enea, l'eroe troiano giunto nel Lazio dopo la caduta di Troia. Dopo 30 dalla fondazione della città di Lavinio(odierna Pratica di Mare) da parte di Enea, il legittimo erede di Alba Longa, Numitore, viene spodestato dal fratello Amulio, che costringe la figlia Rea Silvia a diventare vestale e a fare quindi voto di castità. Tuttavia il dio Marte s'invaghisce della fanciulla e la rende madre di due gemelli, Romolo e Remo. Ma Amulio ne ordina la morte, che però non avrà luogo: infatti i gemelli vengono abbandonati alla corrente del fiume Tevere. La cesta nella quale i gemelli vennero adagiati si arena sulla riva, presso la palude del Velabro tra Palatino e Campidoglio, dove i due vengono trovati e allevati da una lupa (probabilmente una prostituta, all'epoca chiamate anche lupe, di cui si ritrova oggi traccia nella parola lupanare. Successivamente vengono trovati da un pastore che, con l'aiuto della moglie, li alleva come suoi figli. In età adulta, venuti a conoscenza del loro passato, decidono di vendicarsi, tornando ad Alba Longa. Una volta lì, uccidono Amulio e rimettono sul trono il a città è quindi fondata sul Palatino, e Romolo diventa il primo Re di Roma.


Età regia

Secondo Livio, nel suo "Ad Urbe condita", e secondo la tradizione, furono sette i Re di roma che governarono la città dal 753 al 510 a.C., cioè dalla fondazione della città alla cacciata dei re.

Vediamoli insieme:

  • Romolo (753 a.C. - 716 a.C.)

Di origine latine, fu protagonista dell'unione dei primi romani con i vicini Sabini: essi si stabilirono sul Quirinale, insieme al loro re Tito Tazio, che condivise il governo con Romolo. Istituì il diritto d'asilo per i reietti delle città vicine. Governò 40 anni e dopo la sua morte (secondo la tradizione ascese al cielo durante una tempesta),per sue disposizioni, fu divinizzato nella forma di Quirino, dio sabino venerato sul colle Quirinale.

  • Numa Pompilio (715 a.C. - 674 a.C.)

Di origine sabinea, regnò pacificamente per 42 anni. Tra le cose che fece, riformò il calendario, basandolo sull'anno solare e decretando che durasse 12 mesi anzichè 10 mesi come era in uso prima.

  • Tullo Ostilio (673 a.C. - 641 a.C.)

Regnò 32 anni e a lui si deve la costruzione della Curia, il palazzo dove si riuniva il Senato. Fu anche un re guerriero, che combattè contro Alba ( come tramandato nello scontro tra Orazi e Curiazi) e deportò i prigionieri a Roma, precisamente sul Celio.

  • Anco Marzio (640 a.C. - 616 a.C.)

Di origina sabina, regnò circa 25 anni. Fece costruire il ponte di Ostia, alla foce del fiume Tevere, costruì il ponte Sublico ed incentivò i commerci. Fortificò il Gianicolo, e si scontrò con i Latini nella città di Medullia. Deportò gli sconfitti nella valle Murcia, fra Palatino ed Aventino.


Dopo questi, gli ultimi re di Roma furono tutti di orgine etrusca, a voler indicare la grande importanza ed influenza degli Etruschi sul territorio dell'Italia, in quel momento all'apogeo della loro potenza.


  • Tarquinio Prisco (616 a.C. - 579 a.C.)

Di origine greca ed etrusca, regnò per circa 37 anni. Combattè molte guerre contro i Sabini, i Latini e gli stessi Etruschi. Costruì il Circo Massimo e la Cloaca Massima, permettendo quindi lo sviluppo della zona del Foro. Cominziò la costruzione di del tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio, celebrò il primo Trionfo Romano ed introdusse l'uso delle insegne regali. Morì assassinato in una cungiura.

  • Servio Tullio (578 a.C. - 535 a.C.)

Di origini servili e poi genero di Tarquinio Prisco. Regnò per 43 anni, riformando l'esercito ed includendovi la plebe. Fece istituire numerosi templi, poichè voleva rendere Roma il principale fulcro della spiritualità nell'intero paese. Fu assassinato in colpa di stato, causato dal suo successore.

  • Tarquinio il Superbo (535 a.C. - 509 a.C.)

Regnò per circa 35 anni. Rendendosi inviso al patriziato romano, fu cacciato; tentò di restaurare il suo potere con l'aiuto degli Etruschi ma fallì, e a Roma fu instaurata la Repubblica.

La repubblica e la sua cadutaModifica

La Repubblica romana ('Res publica romana') si instaurò a Roma nel periodo compreso tra il 509 a.C. ed il 27 a.C., dopo numerosi contrasti interni che portarono alla fine della dominazione etrusca sulla città, ed al parallelo decadere delle istituzioni monarchiche.

La fase repubblicana fu una fase lunga, molto complessa ed importante per la storia di Roma: infatti in questo periodo vi furono notevoli trasformazioni della città, che da piccola città stato quale era alla fine del VI secolo a.C., divenne, alla vigilia della fondazione dell'Impero, la capitale di un vastissimo territorio. Esso raggrupava una miriade di civiltà e popoli differenti.

Le nuovi istituzioni politiche in questo periodo furono molte. Tra queste spicca il fatto che i poteri, riservati al re (quali comando dell'esercito, potere giudiziario e massima autorità religiosa) furono assegnati a due consoli e, per quanto riguarda l'ambito religioso, ad un pontifex maximus. Con la crescita della città, fu necessaria la creazione di numerose altre cariche, tra le quali edili, censori, questori e tribuni della plebe, che andarono a formare delle Magistrature. Questi magistrati venivano eletti nelle importantissime Assemblee popolari, che avevano anche la funzione di approvare le leggi. Altra importante istituzione politica era il Senato, che già esisteva prima della repubblica. Esso era costituito da 300 membri ed aveva la funzione di fornire pareri ed indicazioni ai vari Magistrati. Approvava anche le decisioni prese nelle varie assemblee popolari.

In questo periodo vi fu un'espansione militare notevole: infatti essa portò il territorio della Repubblica, nel 27 a.C., a comprendere tutta la penisola italiana, le isole Sardegna, Corsica e Sicilia, gran parte della Gallia, dell'Iberia, della penisola balcanica, le regioni costiere dell'Asia Minore e del Nord Africa e l'Egitto.

Bisogna ricordare le Tre Guerre Puniche, svoltesi contro Cartagine, potenza di pari forza a quella romana:

  • La prima guerra punica và dal 264 a.C. al 218 a.C. e portò all'Urbe le provincie di Sicilia ( principale e più vicino 'granaio' per la città stessa), di Sardegna e della Corsica;
  • La seconda guerra punica, che và dal 218 a.C. al 202 a.C., si scatenò con la discesa di Annibale dalla Alpi. Si concluse con una vittoria schiacciante dei romani, al comando di Publio Cornelio Scipione Africano che portò la guerra fin sotto le mura di Cartagine, fino alla sconfitta definitiva di Annabile presso la città di Zama. Così facendo Roma mise fine al predominio commerciale di Cartagine ed ottenne condizioni economiche e di prestigio tali da consentirle in pochi decenni di diventare "padrona" dei territori bagnati dal Mediterraneo;
  • La terza guerra punica durò solo due anni, dal 149 a.C. al 146 a.C.. Scoppiò per il fatto che Cartagine, stufa dei continui attacchi dei numidi (popolazione limitrofa ai cartaginesi), decise di dichiarargli guerra. Quest'atto fu preso come pretesto dai romani. Questa guerra portò alla definitiva sconfitta di Cartagine. Venne persino rasa al suolo.

L'Impero e il CristianesimoModifica

La caduta dell'ImperoModifica

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